Il mistico della pittura contemporanea
Aschi Alto di Ortona dei Marsi, m. 1150; agglomerate di baracche asismiche; ritmo ancestrale di vita agreste;
chiostra brulla di monti e silenzio e pace: questo il regno del pittore piu francescano degli anni settanta;
Angelo Di Salvatore.
Anacronistico o disancorato? II contrario dell`uno e dell`altro. Il nostro ha conosciuto il ritmo
frenetico della Capitale. Qui nell` atelier del Maestro Lucio Garofalo, ha affinato la sua tavolozza.
Semplice e chiaro? No. Lui, uomo di cultura, si e adattato ai lavori più duri pur di raggiungere il
proprio ideale: diventare pittore. Ha fatto la fame come Van Gogh e Modigliani, ma quasi con gioia, come uno
scotto naturale da pagare per raggiungere la meta. Ora si e ritirato, come il Cenobiarca dannunziano, nel suo
nido d’aquila ad Aschi Alto. Memore della parentesi romana, egli ha un messaggio da affidare all`uomo moderno:
il ritorno ai valori eterni dello spirito e della natura.
La sua tavolozza canta, ebra di luce, con lirismo personalissimo, unico, inconfondibile che, se pure si rifà
alla lezione formale dell`impressionismo, sa innestare nelle sue tele l`esperienza più sottile del
simbolismo con impennate surrealistiche d`una suggestività fascinosa. Eppure non e un eclettico ne il
seguace di una ben definita corrente pittorica; e un isolato, e un artista che vive fino allo spasimo la sua grande
passione per il pennello. In definitiva e solo se stesso con il suo sogno di sublimazione dell`assoluto che si
cristallizza nella luce e si risolve in Dio.
Un`analisi critica delle opere del Di Salvatore richiederebbe un lungo discorso. Passiamone al vaglio qualcuna.
Le sue numerose < Maternità > hanno la trasparente iridescenza d`un sogno d`amore fiorito
d`incantesimo: l`empito si sublima in dolcezza, il colore riculmina in canto. II figlio pare che sbocci
dal seno materno a mò di fiore. E tutt`uno con la madre in un impasto materico indefinito che trascende
il contingente per assurgere a simbolo.
I nudi disalvatoriani travalicano il dualismo fra spirito e materia per fondersi in un amalgama corposo ed etereo;
simbiosi di due entità fuse e stratificate insieme, protese verso un sole emblematico che e l`ideale
etico e umano di Angelo Di Salvatore. La tela < Uomo > ha il respiro ampio di un`opera classica.
Indagine introspettiva, cromatismo caldo e pastoso, essenzialità di forme, aura di meditazione assorte.
< Verso il camposanto > e < Processione > formano come un dittico pregno di misticismo in cui la
visione escatologica dell`uomo viene evocata da una tavolozza ricca e smagliante, senza forzature, che
ammonisce e alletta, blandisce e seduce. < Cenacolo > e una delle gemme più pure della mostra.
Le nature morte vivono in una dimensione surreale, perfusa d`un senso d`indefinito, quasi ad indicare
la caducità dei beni della terra. < Crocifissione > e l`opera di maggior respiro: al di sopra del
campanile crollante e dell’umanità aggrappata ai piedi della croce, il Cristo si staglia in un nimbo di luce
mentre sulle sventure umane irraggia un messaggio di amore che e anelito di vita, lume di redenzione.
Angelo Di Salvatore e un grande artista. La perfezione formale e l`assunto dottrinale fanno di lui un pittore che
campeggia da signore nel panorama pittorico dei nostri tempi.
Generoso Di Paolo
Tag: pittura contemporanea